Possiamo chiudere gli occhi davanti alla grandezza, davanti all’orrore e turarci le orecchie davanti a melodie o a parole seducenti. Ma non possiamo sottrarci ai profumi. Poiché il profumo è fratello del respiro. Con esso penetrava gli uomini, a esso non potevano resistere, se volevano vivere. E il profumo della pelle di un giubbotto nero usato scende in noi, direttamente al cuore e là distingue categoricamente la simpatia dal disprezzo, il disgusto dal piacere, l’amore dall’odio. Patrick Suskind reinterpretato.
2.5.08
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